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IL BISOGNO DI ESSERE PUNITI

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IL BISOGNO DI ESSERE PUNITI DAL DIO IRATO ALLA TERRA OFFESA, FINO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: PERCHÉ LE SOCIETÀ TRASFORMANO LE PROPRIE PAURE IN COLPE E LE COLPE IN STRUMENTI DI DISCIPLINA Ogni epoca sembra possedere una colpa fondamentale. Cambiano gli dèi, cambiano i peccati, cambiano soprattutto coloro che hanno il potere di stabilire quale comportamento richieda espiazione, ma una struttura profonda sembra attraversare con sorprendente continuità la storia umana: quando qualcosa minaccia l’ordine del mondo, non ci basta comprenderne le cause. Sentiamo spesso il bisogno di domandarci che cosa abbiamo fatto per meritarlo. Per secoli una carestia, un terremoto, una pestilenza o una guerra potevano essere interpretati come manifestazioni dell’ira divina. Non era sufficiente che la pioggia non fosse caduta: qualcuno aveva peccato. La catastrofe diventava così contemporaneamente evento naturale e giudizio morale. Occorreva individuare la colpa, riconoscerla, pentirsene e possibilmente o...

INTEGRAZIONE O DISINTEGRAZIONE?

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INTEGRAZIONE O DISINTEGRAZIONE? Il difficile confine tra accoglienza, identità, regole comuni e società multiculturale L'immigrazione possiede una caratteristica che rende particolarmente difficile discuterne: ci costringe a parlare contemporaneamente del presente e del futuro. Nel presente vediamo persone che attraversano frontiere, cercano lavoro, fuggono da guerre o povertà, raggiungono familiari, entrano legalmente o illegalmente in un Paese, chiedono protezione oppure semplicemente cercano altrove una possibilità di vita. Ma le conseguenze profonde dell'immigrazione non si misurano soltanto nel momento dell'arrivo. Si manifestano dopo dieci, venti, cinquant'anni, quando chi è arrivato ha costruito una famiglia, quando i figli sono nati nel Paese di destinazione e quando i nipoti non possiedono più alcuna esperienza diretta della migrazione dei nonni. È allora che la domanda cambia. Non riguarda più soltanto gli immigrati. Riguarda la società che nel frattempo siamo...

POLITICA WOKE: UNA MODA O UNA RIVOLUZIONE CULTURALE?

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  POLITICA WOKE: UNA MODA O UNA RIVOLUZIONE CULTURALE? Filosofia da due soldi Ci sono parole che, a un certo punto della loro esistenza, smettono quasi di significare qualcosa di preciso perché cominciano a significare troppe cose. Woke è certamente una di queste. Per alcuni indica una maggiore sensibilità verso discriminazioni, razzismo, sessismo e disuguaglianze. Per altri è diventata la parola con cui identificare una cultura eccessivamente attenta al linguaggio, ossessionata dalle identità, incline alla censura e intollerante verso il dissenso. Per altri ancora non è che un’etichetta polemica utilizzata per mettere nello stesso contenitore fenomeni molto differenti. Così oggi possono essere definiti woke un film che modifica l’etnia di un personaggio, un’università che rivede il proprio linguaggio, un’azienda che promuove politiche di inclusione, la contestazione di una statua, una battaglia sui pronomi, una campagna contro il razzismo o una polemica su un libro scritto cinqu...