martedì 3 febbraio 2026

Corso di storia della filosofia: Filosofia della tecnologia

 

Filosofia della tecnologia

Natura della tecnologia

La filosofia della tecnologia esplora la natura e l’impatto delle tecnologie sulla società e sulla cultura. Uno degli interrogativi principali è che cosa costituisce una "tecnologia" e come essa può essere definita in modo adeguato. Mentre molte definizioni si concentrano sugli aspetti materiali (strumenti, dispositivi, macchine), la filosofia della tecnologia si interessa anche delle dimensioni immateriali delle tecnologie, come i sistemi di conoscenza, le pratiche sociali e le organizzazioni tecnologiche che emergono in relazione a determinati strumenti.

Uno degli aspetti centrali è il rapporto tra tecnologia e umanità: come la tecnologia modifica l'esperienza umana, come la cultura e le ideologie influenzano lo sviluppo tecnologico, e come la tecnologia stessa influenza le strutture sociali e politiche. Tra i temi trattati dalla filosofia della tecnologia ci sono anche:

  • La tecnica come estensione dell’uomo: alcuni filosofi, come Marshall McLuhan, hanno suggerito che le tecnologie, dai libri ai social media, non siano solo strumenti, ma estensioni delle capacità umane (ad esempio, l'invenzione della scrittura come estensione della memoria).
  • La tecnologia e la razionalità: altre tradizioni, come quella di Martin Heidegger, hanno riflettuto sul fatto che la tecnologia moderna tenda a ridurre il mondo e gli esseri umani a mere risorse sfruttabili, riducendo la nostra capacità di relazione autentica con l'ambiente e con gli altri.

lunedì 2 febbraio 2026

Corso di storia della filosofia: Filosofia politica comparata

 Filosofia politica comparata

La filosofia politica comparata è un settore della filosofia politica che si occupa di analizzare, confrontare e interpretare criticamente i sistemi politici, le istituzioni, le costituzioni e le pratiche di governo in contesti culturali, storici e geografici differenti.

A differenza dell’analisi politologica descrittiva o statistica, la filosofia politica comparata si concentra sulle implicazioni normative e teoriche delle strutture politiche, valutando se e come realizzino valori fondamentali come la giustizia, la libertà, la partecipazione democratica e i diritti umani.

Le principali aree di indagine includono:

  • Confronto tra modelli di democrazia: parlamentare, presidenziale, partecipativa, deliberativa, con particolare attenzione alle forme di rappresentanza e ai meccanismi di inclusione politica.

  • Analisi delle costituzioni: studio dei principi fondanti dei diversi ordinamenti giuridici e del ruolo delle corti costituzionali nella tutela dei diritti e dell’equilibrio dei poteri.

  • Modelli di cittadinanza e appartenenza: confronto tra visioni nazionalistiche, multiculturaliste, cosmopolitiche o post-coloniali della cittadinanza e dell’identità politica.

  • Teorie della giustizia in contesti globali: come vengono adattate e applicate teorie come quelle di Rawls, Sen o Nussbaum in paesi con culture politiche, livelli di sviluppo e tradizioni giuridiche differenti.

La filosofia politica comparata si avvale spesso di un approccio interculturale e transdisciplinare, interrogandosi sulla pluralità dei concetti di politica, autorità e legittimità e cercando di evitare l’eurocentrismo. Essa riconosce che non esiste un unico modello politico "universale", ma che le istituzioni devono essere comprese alla luce dei contesti culturali e delle esperienze storiche locali.

Tra gli studiosi rilevanti in quest’ambito si possono citare:

  • Fred Dallmayr, per il suo contributo alla filosofia politica interculturale;
  • Bhikhu Parekh, noto per le sue analisi del multiculturalismo e della democrazia in contesti post-coloniali;
  • Amartya Sen, che ha proposto una concezione comparativa della giustizia basata su capacità e libertà effettive piuttosto che su ideali astratti.

In sintesi, la filosofia politica comparata offre strumenti teorici per comprendere criticamente la diversità dei sistemi politici e per elaborare modelli più inclusivi e giusti di convivenza civile, a partire dalla complessità del mondo contemporaneo.

domenica 1 febbraio 2026

Corso di storia della filosofia: Diritto internazionale e diritti umani

 Diritto internazionale e diritti umani

Il diritto internazionale e i diritti umani costituiscono un ambito centrale della filosofia politica contemporanea, poiché mettono in relazione i principi etico-politici con la governance globale, le norme giuridiche sovranazionali e la protezione della dignità umana su scala planetaria.

Il diritto internazionale si riferisce all’insieme delle norme e delle convenzioni che regolano i rapporti tra Stati e altri attori globali. Dal punto di vista filosofico, esso solleva importanti questioni relative a:

  • Sovranità nazionale e intervento umanitario: quando è giustificabile, da un punto di vista morale, la violazione della sovranità di uno Stato per prevenire crimini contro l’umanità?
  • Legittimità delle guerre (ius ad bellum) e condotta nei conflitti (ius in bello): in che condizioni una guerra può essere considerata “giusta”?
  • Obblighi globali: fino a che punto gli Stati devono rispettare norme comuni e contribuire alla giustizia globale?

Il tema dei diritti umani, emerso con forza dopo la Seconda guerra mondiale, ha trovato una sua codificazione giuridica nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), e successivamente nei trattati internazionali (ad es. Convenzione europea dei diritti dell’uomo, 1950).

Dal punto di vista teorico, la filosofia politica ha analizzato:

  • Il fondamento morale dei diritti umani: essi derivano dalla natura razionale dell’essere umano, dalla sua dignità, o da una convenzione tra popoli?
  • La universalità dei diritti: i diritti umani sono validi per tutte le culture o devono tener conto delle differenze culturali e religiose?
  • Il ruolo dei tribunali internazionali (come la Corte Penale Internazionale o la Corte Internazionale di Giustizia) nella sanzione dei crimini contro l’umanità, dei genocidi e delle violazioni sistematiche dei diritti fondamentali.

Importanti contributi filosofici sono stati offerti da:

  • John Rawls, che nel suo Il diritto dei popoli (1999) ha proposto un’estensione della sua teoria della giustizia alle relazioni internazionali;
  • Thomas Pogge, che ha evidenziato come la povertà globale sia spesso il risultato di strutture istituzionali ingiuste;
  • Charles Beitz, che ha sviluppato una teoria cosmopolitica dei diritti umani, enfatizzandone la funzione di giustificazione morale delle norme internazionali.

In sintesi, il diritto internazionale e i diritti umani rappresentano un terreno fondamentale per riflettere su giustizia globale, responsabilità collettive e moralità delle istituzioni internazionali, in un mondo sempre più interconnesso.

sabato 31 gennaio 2026

Corso di storia della filosofia: Femminismo e teoria di genere

 Femminismo e teoria di genere

Il femminismo e la teoria di genere rappresentano due aree fondamentali del pensiero politico contemporaneo che mirano a indagare, decostruire e trasformare le strutture sociali, culturali e istituzionali responsabili delle disuguaglianze legate al genere, al sesso e all’orientamento sessuale.

Il femminismo si è sviluppato in diverse ondate storiche (dalla rivendicazione dei diritti civili e politici all’analisi delle disuguaglianze socio-economiche e simboliche), proponendo una critica del patriarcato – inteso come sistema di dominio maschile – e rivendicando l’autonomia, la libertà e la piena partecipazione delle donne alla vita pubblica e privata.

La teoria di genere, affermatasi soprattutto a partire dagli anni ’90, ha ampliato il campo dell’indagine femminista, introducendo un’analisi più complessa della costruzione sociale del genere e mettendo in discussione l’idea di un’identità sessuale naturale o binaria. Essa distingue tra:

  • Sesso biologico: caratteristiche fisiche e genetiche dell’individuo;
  • Genere: insieme di ruoli, aspettative e identità socialmente costruite;
  • Orientamento sessuale: attrazione affettiva o sessuale verso altri individui;
  • Identità di genere: percezione soggettiva del proprio genere, che può non coincidere con il sesso assegnato alla nascita.

Temi centrali affrontati in questo ambito sono:

  • Discriminazioni e disuguaglianze di genere: nel lavoro, nell’istruzione, nella politica, nella famiglia e nei media;
  • Violenza di genere: inclusa la violenza domestica, sessuale e simbolica;
  • Riconoscimento dei diritti LGBTQ+: uguaglianza giuridica, diritto al matrimonio e alla genitorialità, protezione contro la discriminazione;
  • Critica dell’essenzialismo: superamento delle concezioni statiche e biologiche dell’identità femminile o maschile.

Tra le principali autrici e correnti teoriche si segnalano:

  • Simone de Beauvoir, con l’idea che “donna non si nasce, lo si diventa”, base del femminismo esistenzialista;
  • Judith Butler, che ha sviluppato la teoria della performatività del genere, sostenendo che il genere è un atto ripetuto e socialmente regolato;
  • bell hooks, rappresentante del femminismo intersezionale, che collega le oppressioni di genere con quelle razziali e classiste.

In sintesi, il femminismo e la teoria di genere costituiscono strumenti teorici e politici per promuovere l’uguaglianza, la giustizia e il riconoscimento della pluralità delle identità, interrogando profondamente le basi della convivenza democratica.

venerdì 30 gennaio 2026

Corso di storia della filosofia: Ecologia politica


1. Introduzione: La Fine della Natura come "Sfondo"

Il saggio deve aprirsi scardinando l'idea di natura come scenario passivo. L'ecologia politica nasce quando capiamo che non esiste un "fuori" incontaminato: ogni ecosistema è mediato dal lavoro, dal capitale e dalla legge.

  • Tesi centrale: La crisi ecologica non è un errore tecnico del sistema, ma il risultato logico di una struttura di potere che separa l'umano dal non-umano per scopi estrattivi.

2. La De-naturalizzazione della Crisi

Mentre la scienza ci fornisce i dati (il "cosa"), l'ecologia politica indaga il "chi".

  • Oltre l'Antropocene: Il saggio dovrebbe criticare il termine "Antropocene" (che incolpa l'umanità in genere) proponendo il concetto di Capitalocene. Non è "l'uomo" a scaldare il pianeta, ma un modello specifico di accumulazione.

  • La Violenza Lenta: Espandendo il concetto di Rob Nixon, si può analizzare come il disastro ambientale manchi di "spettacolarità" e quindi fatichi a diventare priorità politica finché non colpisce i centri del potere.

3. Geografia del Potere: Giustizia Ambientale e Colonizzazione

Qui il saggio affronta la dimensione spaziale.

  • Razzismo Ambientale: Analisi di come i rifiuti tossici e le emissioni seguano le linee della marginalità sociale e razziale.

  • Debito Ecologico: Il Sud del mondo non è "indietro" nello sviluppo, ma è il fornitore di energia termodinamica per il Nord. La transizione verde europea rischia di essere un nuovo colonialismo se si basa sul saccheggio di litio e cobalto in Africa e America Latina.

4. Il Nodo della Crescita: Decrescita vs. Green New Deal

Un confronto critico tra le soluzioni istituzionali e quelle radicali:

  • Critica del "Green Washing": L'illusione che si possa continuare a crescere infinitamente sostituendo semplicemente i combustibili fossili con le rinnovabili.

  • La Decrescita come Progetto Politico: Non una "recessione", ma una riorganizzazione del valore attorno alla cura e alla qualità della vita invece che al PIL.

5. Ontologie Politiche: Superare l'Antropocentrismo

Questa è la sezione più filosofica.

  • Bruno Latour e il Parlamento delle Cose: Dare rappresentanza politica ai non-umani (fiumi, foreste, specie).

  • Ecofemminismo e Comuni: Come il pensiero di autrici come Vandana Shiva colleghi lo sfruttamento della natura a quello delle donne, proponendo la cura come categoria politica centrale.

6. Conclusione: Verso una Nuova Cittadinanza Planetaria

Il saggio si chiude con la necessità di un'etica che non si fermi ai confini nazionali. L'ecologia politica richiede una democrazia radicale (Bookchin) che riduca la scala del potere (municipalismo) espandendo però la scala della responsabilità (planetaria).

Tabella di Sintesi delle Tensioni Critiche

Concetto TradizionaleProspettiva dell'Ecologia Politica
SostenibilitàRigenerazione e Giustizia
Gestione TecnicaConflitto Politico
Protezione della NaturaDiritti della Biosfera
Sviluppo VerdePost-Estrattivismo


Corso di storia della filosofia: Filosofia della tecnologia

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